Vaccinazioni – A.S.L. Napoli 2 Nord

Vaccinazioni

Vaccinazioni

Alcune malattie infettive possono essere facilmente prevenute grazie ai vaccini, uno degli interventi più efficaci e sicuri in Sanità Pubblica.
I vaccini agiscono utilizzando i nostri meccanismi di difesa naturali: simulando il primo contatto con un agente infettivo (virus o batterio) stimolano le cellule del sistema immunitario ad attivarsi contro di esso e ricordarlo. Così, in caso di nuovo contatto con il microbo, le nostre difese naturali lo neutralizzano immediatamente, senza che si manifestino i sintomi della malattia infettiva e le sue possibili conseguenze. L’obiettivo dei programmi di prevenzione vaccinale è, quello proteggere quei soggetti sani che, per motivi quali salute, tipo di occupazione o comportamento, sono esposti al pericolo di contrarre determinate infezioni, nonché quello di ottenere la riduzione e, quando possibile, l’eradicazione di alcune malattie infettive per le quali non esiste una terapia o che possano essere causa di gravi complicazioni.

Grazie all'utilizzo dei vaccini da parte di gran parte della popolazione, alcune malattie gravi e mortali sono state fortemente ridotte o addirittura in alcuni casi eliminate del tutto. Paradossalmente, proprio il successo delle vaccinazioni ha portato a problemi nell'accettazione di queste malattie, poiché la diminuzione di frequenza di queste ha portato a una diminuzione della percezione della loro gravità.

CHI DEVE VACCINARSI

Il Decreto legge 7 giugno 2017 , n. 73 prevede le seguenti vaccinazioni obbligatorie per i minori di età compresa tra zero e sedici anni e per i minori stranieri non accompagnati:

  • anti-poliomielitica
  • anti-difterica
  • anti-tetanica
  • anti-epatite B
  • anti-pertosse
  • anti-Haemophilus influenzale tipo b
  • anti-morbillo
  • anti-rosolia
  • anti-parotite
  • anti-varicella (solo per i nati dal 2017 in poi)
CHI PUÒ VACCINARSI

Il Piano Nazionale  Prevenzione Vaccinale, prevede oltre ai vaccini obbligatori per i minori di 16 anni, delle vaccinazioni fortemente raccomandate per ogni fascia di età.  Tra queste troviamo le vaccinazioni antipapilloma virus (HPV) negli undicenni e anti-meningococcica tetravalente ACWY nell’adolescenza, oppure le vaccinazioni anti-influenzali per le persone oltre i 65 anni. Sono inoltre raccomandate specifiche tipologie di vaccino per le categorie a rischio per patologie, esposizione professionale, donne in età fertile e in gravidanza e viaggiatori internazionali.

A questo link è possibile trovare il calendario vaccinale, che indica le vaccinazioni raccomandate per ogni fascia d'età.

DOMANDE FREQUENTI

Quanto dura la protezione di un vaccino?

La durata della protezione dipende dalla capacità dello specifico vaccino di stimolare la risposta anticorpale e la memoria immunologica; per que sto motivo possono essere necessarie più dosi o più richiami.

La necessità di offrire più di una dose di vaccino è sostenuta dal fatto che una piccola percentuale di persone (intorno al 5%) non riesce a produrre l’immunità desiderata dopo la prima vaccinazione, capacità che aumenta dopo una seconda somministrazione.

 

Iniziare a vaccinare a due mesi non è troppo presto? Il bambino non è troppo piccolo?

Il neonato ha sviluppato la capacità di rispondere alle malattie e a svariati antigeni prima ancora della nascita. Se così non fosse il contatto con il mondo esterno dopo la nascita sarebbe estremamente pericoloso e tutti si ammalerebbero subito con estrema facilita, cosa che per fortuna proprio non avviene. Ritardare l’inizio del ciclo vaccinale significa prolungare il periodo in cui il bambino non è protetto contro alcune malattie che possono essere gravi e che sono frequenti nei primi mesi di vita, come la pertosse e le meningiti.

 

I vaccini possono indebolire i neonati e i bambini?

I vaccini non indeboliscono il sistema immunitario, anzi rafforzano le sue capacità di sviluppo. L’obiettivo del vaccino e di stimolare la memoria immunitaria e rendere l’organismo capace di reagire prontamente quando verrà a contatto con il virus o il batterio che può provocare la malattia. Il vaccino agisce come un “allenamento” che rende l’atleta più forte e più capace di vincere la gara.

 

L’allattamento al seno in modo esclusivo nei primi 6 mesi di vita protegge il bambino dalle malattie infettive per le quali e consigliato il vaccino?

Durante la gravidanza la madre trasmette al bambino per via transplacentare anticorpi che potranno proteggerlo solo per qualche mese e che progressivamente diminuiscono. Se la mamma non ha anticorpi (non avendo contratto l’infezione e/o non essendo stata vaccinata per quella malattia)

non potrà trasmetterli, né prima né dopo la nascita attraverso il latte.

 

La scelta di curare nostro figlio con l’omeopatia è incompatibile con la scelta di vaccinarlo?

Le medicine alternative, inclusa l’omeopatia, non sono incompatibili con la medicina cosiddetta” convenzionale” . L’ Associazione Britannica di Omeopatia (British Homeopathic Association) e la Facoltà di Omeopatia (Faculty of Homoeopathy) di Londra, due autorevoli istituzioni inglesi, che si occupano di formazione e attività scientifiche in campo omeopatico, hanno dichiarato la loro posizione ufficiale nei confronti delle vaccinazioni: “Ove non vi siano controindicazioni di carattere medico, le vaccinazioni dovrebbero essere effettuate normalmente utilizzando vaccini testati e approvati in modo convenzionale”

 

I vaccini aumentano il rischio di sviluppare allergie e asma?

Il timore che le vaccinazioni possano favorire lo sviluppo di allergie nel bambino e uno dei motivi che spingono alcuni genitori a rifiutare l’offerta di salute dei nostri servizi. Negli ultimi decenni un sensibile aumento delle allergie in età pediatrica, contestualmente ad un aumento del numero di vaccini somministrati, ha dato lo spunto ad alcuni oppositori alle vaccinazioni per ipotizzare una relazione causale. Negli anni scorsi sono stati condotti diversi studi i cui risultati ci permettono di affermare che i vaccini non aumentano il rischio di sviluppare allergie e asma.

DECRETO LEGISLATIVO

Il Decreto vaccini ha portato il numero di vaccinazioni obbligatorie nell'infanzia e nell'adolescenza nel nostro Paese da quattro a dieci. L’obiettivo è di contrastare il progressivo calo delle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate, in atto dal 2013 che ha determinato una copertura vaccinale media nel nostro Paese al di sotto del 95%.

A questo link è possibile leggere il decreto completo, qui invece un semplice approfondimento.